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Lavoro & precari
26 Ottobre 2016 | di

Foodora, una notte insieme a Daniele, rider a Torino. “Il cottimo è un rischio e ci rimette anche il cliente”

Sono oltre trecento i rider che a Torino lavorano per Foodora, l’azienda tedesca di delivery alimentare al centro di una vertenza che vede gli stessi ciclisti-fattorini in agitazione dallo scoro 8 ottobre. Daniele è uno di loro, ha 36 anni e una laurea in storia: “Ho fatto il barista, l’insegnante e poi ho lavorato tre mesi come postino in bicicletta: così quando è spuntata fuori l’occasione di lavorare con Foodora mi sono fatto avanti”. Dall’autunno scorso, ogni sera sfida il traffico, la pioggia e le buche della strada in sella alla propria bicicletta: “Utilizziamo la nostra, e il nostro smartphone per ricevere gli ordini. Mediamente riusciamo a farne due all’ora, ma con il passaggio dei contratti a cottimo si spingono i rider a viaggiare sempre più veloce e a rischiare sempre di più”. Ieri sera Daniele è riuscito ad effettuare dieci consegne in quattro ore di turno percorrendo in totale 35 chilometri. Una serata di ordinaria amministrazione se paragonata al fine settimana o ai giorni delle partite di calcio dove la frequenza degli ordini aumenta esponenzialmente  di Stefano Caselli e Simone Bauducco

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