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Ambiente & Veleni
11 Agosto 2016 | di

La rivolta degli ambientalisti serbi contro i bracconieri italiani. Pizzicato un ex politico che aggredisce gli ecologisti

Sono sempre di più i cacciatori italiani protagonisti di atti di bracconaggio all’estero. L’ultimo episodio è accaduto in Serbia e sta diventato un caso sulla stampa locale sia per la gravità delle condotte che per uno dei protagonisti: Gabriele Cimadoro, ex parlamentare della Repubblica, prima con Ccd poi con Idv, ex sottosegretario con il governo D’Alema e cognato dell’ex leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro. Il personaggio era insieme ad altri tre uomini in un villaggio serbo, quasi al confine con la Romania, a cacciare uccelli. Peccato che lo stesse facendo tramite l’utilizzo di richiami acustici vietati in tutto il mondo. Scoperto dagli ambientalisti di Birdlife Serbia è stato subito denunciato alle autorità, ma l’ex politico non ha gradito tant’è che ha aggredito i volontari dell’associazione ecologista. Una volta arrivata la polizia all’uomo è stata fatta una multa. Intervistato dall’Eco di Bergamo, ha detto: “Si stanno inventando tutto. Ho solo preso una multa per l’utilizzo di richiami acustici”. Il caso è stato sollevato in Italia dal Wwf che ha commentato: “La tutela dell’avifauna migratoria non ha confini. Grazie all’attività dei volontari che in tutta Europa vigilano per il rispetto delle Convenzioni Internazionali, proteggendo un patrimonio di tutti i cittadini che i bracconieri, soprattutto italiani, tendono a considerare cosa loro”

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