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18 Aprile 2016 | di

Trivelle, Lillo vs Rondolino: “Silenzio Rai? Una vergogna, dati Agcom inquietanti”. “Grave che Gabanelli e Giannini abbiano trasgredito”

Confronto serrato, all’indomani del referendum sulle trivelle, tra Marco Lillo, vicedirettore de Il Fatto Quotidiano e autore de ‘Il potere dei segreti” (Paper First, di cui è responsabile editoriale), e l’editorialista de L’Unità, Fabrizio Rondolino. Ospiti di Coffee Break (La7), i due giornalisti dibattono sulla scarsa informazione Rai in merito al referendum. “I dati dell’Agcom sono davvero inquietanti” – osserva Lillo – “Da marzo ad aprile, Rai Uno, cioè la rete ammiraglia, ha informato i cittadini per un’ora e 10 minuti circa. La7, invece, ha informato per 8 ore e 20 minuti. Su questi dati qualcuno dovrebbe rispondere. L’Agcom, una struttura con un carrozzone enorme che paghiamo decine di milioni di euro ogni anno, non ha detto una parola su questa vergogna. In passato, un’altra gestione precedente dell’Agcom su un referendum intervenne addirittura con un diktat, obbligando le reti televisive a parlarne. E il fatto che poco più del 30% dei cittadini va a votare è una sconfitta per tutti, ma soprattutto per chi dovrebbe informare”. Il vicedirettore de Il Fatto Quotidiano menziona lo scontro in diretta tra il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il conduttore di Agorà (Rai Tre): “A ridosso del referendum, Gerardo Greco ha detto che si votava solo in 9 regioni d’Italia. Se uno dei professionisti più bravi come Greco non sapeva dove si votava, arrivando a dire che in Val d’Aosta le trivelle non importavano a nessuno (e invece i valdostani hanno votato in numero maggiore degli abruzzesi, che hanno le trivelle davanti), vuol dire che non è stata fatta informazione, soprattutto dalla Rai. Ed è una vergogna”. Ribatte Rondolino: “Veramente ci sono conduttori Rai, come Giannini e Gabanelli, che hanno fatto l’appello al voto, contravvenendo al dovere minimo di un dipendente del servizio pubblico”. “E’ dovere civico” – replica Lillo, che menziona anche Mattarella – “E’ la prima volta nella storia che un presidente della Repubblica aspetta quasi la notte per andare a votare”. “E’ una persona perbene”- commenta Rondolino – “ognuno decide per sé”

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