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9 Febbraio 2016 | di

Crozza: “Matrimonio gay? E’ innaturale, dai. E’ come riesumare un frate morto e portarlo in giro per Roma”

Copertina di Maurizio Crozza, che apre la nuova puntata di Dimartedì (La7), soffermandosi sulla vittoria di Sala alle primarie milanesi del centrosinistra: “A Milano il quadro delle candidature è finalmente più chiaro: si scontreranno Stefano Parisi per il centrodestra e Giuseppe Sala per il Partito Comunista Cinese. Le prime parole di ringraziamento dette da Sala ai suoi elettori sono state: ‘Nihao… Expo… scé scè’. Domenica, dopo le primarie, Sala è tornato a casa con 25mila voti e l’iPhone riparato. C’è stata una polemica sui votanti cinesi. Beh, che c’è di strano?” – continua – “Anche quelli che votano Pd, in genere, lo fanno senza capire perché. E’ normale. Ormai votare Pd per molti è come tifare l’Inter. Sai che ti deluderà, però sai… ti ci portava tuo nonno.“. E aggiunge: “Per un elettore a Milano ora la scelta è molto variegata: Parisi è un manager di destra che si presenta con la destra, Sala è un manager di destra che si presenta con la sinistra, Passera è un manager di destra che si presenta continuamente a tutti perché non lo caga nessuno. C’è anche la casalinga Bedori per il M5S. Tre manager e una casalinga: sembra una sticome degli anni ’80. Tra l’altro, con tre manager miliardari quella che rischia di pagare 150mila euro alla minima cazzata è proprio la casalinga“. Il comico poi ironizza sul decalogo interno del M5S e sulla multa di 150mila euro prevista a chi provoca “un danno d’immagine” al movimento: “Scusate, ma Grillo non era tornato a fare il comico? Ma che vita fa? Un po’ fa decaloghi, un po’ fa monologhi? Una cosa è certa: 150mila euro a botta li guadagna molto di più con quelli che escono dal partito che con quelli che entrano in teatro. Comunque, la multa dei 150mila euro non è male come idea. Pensate se Scilipoti avesse dovuto pagare 150mlia euro tutte le volte che cambiava partito. A quest’ora coi suoi soldi avremmo risanato il debito pubblico. Se ci metti anche i soldi di Razzi, saremmo così ricchi da dare la paghetta alla Germania”. E sulla libertà di coscienza per il voto relativo alle unioni civili, osserva: “Se sei un parlamentare del M5S, sulla stepchild adoption puoi scegliere liberamente. Se ti va bene, hai votato come avrebbe fatto Grillo. Se ti va male, hai perso 150mila euro. Diciamo che a Las Vegas si rischia di meno”. Crozza poi imita Formigoni, autore di un tweet contestato contro le unioni civili: “Io non sopporto le checche isteriche ed è per questo che me la prendo la Valeriana. Io sono contro il matrimonio dei gay, assolutissimamente contro, e l’ho detto anche al mio coinquilino, anche perché a me l’abito bianco ingrassa. E non sono isterica, chiaro?”. Il comico torna nei suoi panni e osserva ironicamente: “Far sposare omosessuali nel’anno del Giubileo è una forzatura, è innaturale. Sarebbe come se riesumassero un frate morto, lo mettessero in una scatola di vetro e lo portassero in giro per Roma con tutta la gente che esulta. Ah, no. L’hanno fatto“. Nel finale, Crozza imita Dario Fo, che chiosa: “Abbiamo Padre Pio! E a Roma tutta la gente che prega, batte le mani e dice: ‘Guarda come dorme beato, non s’accorge di niente: mi ricorda tanto Marino‘”

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