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15 Dicembre 2015 | di

Crozza: “Leopolda? I controlli di sicurezza non erano per l’Isis, ma per Marco Travaglio”

Copertina di Maurizio Crozza che apre la puntata di Dimartedì (La7), parlando del caso della Banca Etruria: “Il M5S ha presentato una mozione di sfiducia per le dimissioni del ministro Boschi. Anche Saviano le ha chieste, anzi pare che dopo ‘Gomorra’ stia scrivendo il sequel: ‘Etrurria’. Ma perché ce l’avete tanto con la Boschi? Poverina, in fondo, poteva capitare a tutti: chi è che nella vita non è stato mai ministro in un governo, che salva la banca dove lavorano tuo papà e tuo fratello?“. E aggiunge: “Però in questo Paese, come ti giri, c’è un conflitto di interessi coi parenti. Se non è il padre della Boschi, è il figlio di Lupi. Se non è il figlio della Cancellieri, è il cognato di Fini. E se non è il cognato di Fini, è tutto l’albero genealogico di Alemanno. Ma perché tra i ministri non nominiamo solo gente senza famiglia? Agli Interni Remì, agli Esteri Oliver Twist, alle Riforme Costituzionali Bambi, alle Infrastrutture Heidi. Ah no, Heidi no, se non poi viene fuori dopo vent’anni che il nonno era il vicepresidente dei Monte dei Paschi“. Il comico osserva: “Ma Renzi non era arrivato per togliere le incrostrazioni del potere di Roma? Fra Monte Paschi, Banca Etruria, Verdini, la famiglia Boschi, il padre di Renzi, il finanziere Lotti, a Firenze c’è un intreccio tra Pd e finanza che nemmeno coi Borgia. Ci sono i primi indagati tra i vertici della Banca Etruria. Mi aspetto, dopo il Salva Banche, anche un Salva Boschi: magari lo fanno passare come un decreto ambientalista. Lo scandalo vero” – continua – “è che c’erano delle banche che vendevano obbligazioni ai risparmiatori senza dire che erano a rischio. I funzionari di banca facevano il giro degli ospedali per truffare i malati. Entravi con un codice bianco e uscivi con il conto in rosso. Ti vendevano le obbligazioni durante l’anestesia. Te li immagini i degenti? Uno dice: ‘Sono andato a farmi togliere i calcoli e alla fine ho calcolato che mi hanno tolto 20mila euro. E sto ancora male’“. Crozza prosegue: “In tutto questo Consob e Bankitalia facevano finta di non vedere. Più che Consob era Nonsob. L’altro giorno il vicepresidente della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, ha annunciato che forse adesso è necessario proibire la vendita allo sportello di titoli subordinati. Belin, Rossi. Ma ora te ne accorgi? Se avevi il potere di vietarli, perché non lo hai fatto prima? Di che cazzo ti sei occupato adesso in Banca d’Italia? Delle agendine di fine anno? O facevi l’alberello nell’atrio? Qui non si tratta più di voler chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi. I buoi sono già diventati tartare di manzo mangiati e digeriti”. Crozza poi si sofferma sulla Leopolda: “Avete notato? Segue la numerazione dell’iPhone. Sono ancora indecisi se chiamare la prossima ‘Leopolda 7’ o ‘Leopolda s6’. Lì i giornalisti non allineati non potevano avvicinarsi nel raggio di 200 metri. I controlli di sicurezza non erano per l’Isis, ma erano per Travaglio. Ti chiedevano: ‘Cosa fa? Dove va? Quella è una penna? Conosce il covo segreto di Vauro?’. C’è stato anche il momento dei titoli peggiori dei giornali” – continua – “Siamo a un passo dalla lista di proscrizione del ventennio. Con Mussolini però era tutto truce, alla Leopolda invece sono tutti allegri, festanti. Sembra un raduno scout. E’ vero: vorrebbero accompagnare Travaglio al confino, però con gentilezza, sotto braccio, come fanno con le vecchiette sulle strisce“. E osserva: “Alla Leopolda non c’era traccia del simbolo del Pd. Hanno bonificato tutta l’area e hanno ripulito ogni traccia la notte prima col Luminol, come in CSI. Renzi, pur di togliere la P e la D ovunque, avrebbe chiamato la Leopolda “Leoola””. Crozza, infine, imita il premier e conclude: “Col Pd l’importante non è sapere se la bandiera è nel cuore, ma sapere dove ci hanno messo l’asta

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