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6 Ottobre 2015 | di

Sgarbi: “Verdini? Mi implorava di presentargli Berlusconi. E’ un uomo da selfie”

Ricordo l’avvento di Verdini in Parlamento, che per due anni non è stato guardato, né ricevuto da Berlusconi. Mi chiedeva la pietà di presentargli il Cavaliere per poterlo conoscere e incontrare. Aveva il divismo di chi chiede un selfie. Verdini è un uomo da selfie“. Così Vittorio Sgarbi, ospite di Otto e Mezzo (La7), tratteggia la figura del senatore di Ala, Denis Verdini, in un crescendo successivo di sferzate e di giudizi severi. E rincara: “Verdini sta dietro la macchina fotografica o il telefonino per dire di stare vicino a uno importante, che prima era Berlusconi e ora è Renzi. La vera pornografia e oscenità nel Parlamento non è il gesto sessista di Barani, né sono le parolacce del M5S, ma è quello che Verdini ha portato come degrado assoluto“. Sgarbi spiega brevemente le differenze tra certo trasformismo tipo del centro, incarnato ad esempio da Follini, e quello inaugurato da Angelino Alfano: “Fonda un partito chiamato Nuovo Centro Destra e sta in un governo di sinistra. E’ evidentemente un po’ disorientato, un po’ schizofrenico. Arriva poi Verdini che sta in Parlamento solo per i suoi interessi materiali, senza avere alcun interesse per i suoi elettori, né per i cittadini. Verrà chiaramente falcidiato e non verrà più eletto”. E aggiunge: “Nessuno può rispecchiarsi nel modello opportunistico di Verdini, al cui confronto i Casamonica sono modelli di morale e di civiltà. E’ il degrado che hanno attribuito ai Casamonica ed è la mafia in Parlamento. La mafia è questa: prendere quote di gente eletta da una parte e sostenere una politica per cui non si è stati eletti“. Il critico d’arte poi biasima la nomina dei ministri portati da Alfano, gli stessi del governo Letta: “E’ il presidente del Consiglio a scegliere i ministri, non li prende a scatola chiusa. Questo si chiama ‘voto di scambio’. E’ osceno, gravissimo, un crimine peggiore di quello visto ai tempi di Tangentopoli. E’ questo che deve sancire il presidente Grasso, non gli insulti di Lucio Barani, il cui atto peggiore non è stato il gesto sessista, ma l’essere andato con Verdini. Craxi si sta rivoltando nella tomba contro di lui. Barani è un traditore

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