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30 Settembre 2015 | di

Sky Arte, ‘Muro’: il martedì per otto puntate. I contenuti extra su l’App Mia del Fatto

Dal 29 settembre, ogni martedì, alle 22.00 su Sky Arte HD (canali 120 e 400 di Sky) un nuovo grande appuntamento con la street art: la serie ‘Muro’ curata da David Diavù Vecchiato e da un’idea di Matteo Maffucci prodotta da Sky Arte HD e da Level 33, in collaborazione con Il Fatto Quotidiano che partecipa con alcune tra le sue firme più prestigiose. ‘Muro’ accosta ad otto località italiane l’esperienza dei più importanti artisti della street art (Nicola Verlato a Roma, Rak&Bezt a Caserta, Ella&Pitr e Elian Chali a Gaeta, Jim Avignon a Ravenna, Axel Void a Mosciano Sant’Angelo (TE), Zio Ziegler ad Arcevia, Gary Baseman a Giffoni Valle Piana e Buff Monster a Olbia), chiamati a realizzare un’opera che ambisce a divenire icona della zona prescelta. Che sia fra le aree più a rischio di degrado urbano, un sito abbandonato oppure una località turistica, ogni spazio si è arricchito di un capolavoro di street art nato grazie alla storia del luogo e alle suggestioni fornite all’artista dagli abitanti del quartiere. Il risultato è uno straordinario documento che racconta l’incontro della forma artistica contemporanea più vicina alla gente comune con uno spaccato sociale ricco di umanità e di personaggi autentici. Ogni puntata si avvale anche del racconto e delle testimonianze di alcuni giornalisti de Il Fatto Quotidiano: Patrizia De Rubertis, Stefano Disegni, Silvia D’Onghia, Alessandro Ferrucci, Enrico Fierro, Emiliano Liuzzi, Antonio Massari, Antonio Padellaro, cui è affidato il compito di approfondire le diversità di contesto storico e sociale che fanno da sfondo ai luoghi in cui l’artista lavora. Le otto puntate di ‘Muro’ aprono proprio dalle Gallerie di piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, in un ideale rimando tra alcune opere del Novecento ospitate alle Gallerie e gli artisti raccontati successivamente. La prima puntata ha come protagonista Jim Avignon, artista della scena underground berlinese che a Ravenna ha realizzato sulla fiancata di un edificio privato, posto nel quartiere multietnico della città, all’angolo tra via Tommaso Gulli e via Fiume, un’opera che riflette sulla diversità, intesa come valore aggiunto e complementarietà. In questo modo Avignon auspica un mondo in cui sia possibile una pacifica convivenza tra i popoli

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