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Politica & Palazzo
24 Settembre 2015 | di

Riforme, Boschi: “Confronto, non algoritmi. A noi chiudere pagine bianche lasciate dai costituenti”

“Fino all’ultimo non lasceremo nulla di intentato” per un accordo ampio, “ma sia chiaro che non possiamo accettare veti da parte di nessuno, perché sappiamo che questa è la volta decisiva”. Così il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi durante il suo intervento al Senato il giorno dopo l’accordo nella maggioranza raggiunto grazie alla presentazione di tre emendamenti. “Con le nostre riforme, con le vostre riforme, l’Italia è tornata ad esser terra di opportunità. Siamo a un passo dal traguardo. A voi la scelta, se cercare di trattenere il Paese nel passato o accompagnarlo per mano nel futuro. Noi crediamo nel Parlamento e non a un algoritmo che produce emendamenti ostruzionistici”. Frase diretta al leghista Roberto Calderoli che ieri che ha presentato oltre 82 milioni di emendamenti al ddl. Poi la Boschi parla dei Padri costituenti: “Sappiamo che la nostra Costituzione non è stata il frutto di un miracolo, né di una semplice reazione all’esperienza della dittatura o del conflitto mondiale, ma si tratta di un percorso maturato nei decenni e nei secoli. Il disegno di legge costituzionale – continua – “è solamente l’ultimo anello del tentativo di riforma costituzionale. Non è frutto né un tentativo estemporaneo o di approssimazione, ma propone una riforma ambiziosa che oggi può essere più audace del passato“. “Possiamo oggi – ha sottolineato ancora – tentare anche di chiudere delle pagine bianche, lasciate bianche dai costituenti e possiamo anche essere più ambiziosi”. “In questi 18 mesi – prosegue – abbiamo fatto un ottimo lavoro: al netto degli emendamenti che dovremo esaminare in quest’Aula e che sono stati presentati ieri qui in Senato, oltre 529.000 emendamenti; di questi ne sono stati votati 4.440, ci sono stati oltre 3.600 interventi di deputati e senatori, ci sono state oltre 120 sedute dedicate alle riforme costituzionali e il testo del Governo è stato modificato in ben 134 punti tra Camera e Senato. Per avere un termine di paragone, pensiamo che nel lavoro dell’Assemblea costituente, che scrisse l’intera Carta costituzionale, gli interventi furono poco più di 1.000 e gli emendamenti soltanto 1.613″

 

 

 

 

 

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