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Cronaca
20 Maggio 2015 | di

Formigoni perde l’aereo e impazzisce: “Vaffanculo teste di cazzo”

Giornata contrassegnata da forti ritardi allo scalo aeroportuale capitolino. Roberto Formigoni non la prende per niente bene e comincia a insultare gli operatori del desk, prima di persona e poi al telefono: “Banda di coglioni, figli di puttana”. All’ex governatore lombardo proprio non piace perdere l’aereo, così, dopo gli insulti, passa alle minacce: “Testa di cazzo, ho il tuo nome e ti denuncerò”. Poi prende il telefono della compagnia aerea e lo sbatte per terra. L’episodio è stato immortalato da un altro passeggero che ha caricato il filmato sul suo profilo Facebook. Qualche ora dopo le agenzie intercettano l’ex governatore, che parla di disservizi e annuncia che chiederà i danni: “Alle 21.25 – racconta Formigoni – mi sono presentato al gate indicato sulla carta di imbarco, ma gli addetti mi hanno spiegato che era stato cambiato, mandando me e altre quattro persone che dovevano imbarcarsi sullo stesso volo da tutt’altra parte”. All’altro gate stavano imbarcando il Roma-Milano precedente, che riportava circa mezz’ora di ritardo: “Davanti a me c’era un gruppo di 10 persone con donne e bambini. Ho aspettato che imbarcassero tutti, poi ho chiesto la possibilità di essere imbarcato, ma mi hanno detto che quel volo ormai era completo. Così mi sono rivolto al Club Freccia Alata e mi è stato precisato che su quel volo effettivamente c’era posto, ma le procedure per l’imbarco ormai erano chiuse”. A quel punto, “mi hanno mandato a un altro gate, ma nel frattempo si sono fatte le 21.57 e ho perso il volo”. Di tutt’altra opinione la compagnia aerea, che conferma la puntualità del volo e dichiara che ad essere in ritardo sarebbe stato l’onorevole Formigoni. “Non si è presentato nei tempi previsti, come sono tenuti a fare tutti i passeggeri, senza indicazioni”, fa sapere Alitalia. Certo, il Celeste non è nuovo a scene del genere: a novembre 2012 un video del FattoTv fece il giro della Rete, quando Formigoni all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi pretendeva di essere imbarcato nonostante fosse in ritardo e il gate chiuso. Anche quella volta “inciampò” nel videofonino di un altro passeggero  di Gisella Ruccia

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