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30 Aprile 2015 | di

Travaglio su Italicum: “Caro presidente Mattarella”

Editoriale di Marco Travaglio che si rivolge idealmente al presidente della Repubblica: “Caro presidente Mattarella, data l’ora, non vorrei svegliarla, quindi le parlerò sottovoce. Alla Camera succedono cose strane. Il presidente del Consiglio non sa distinguere il governo dal Parlamento, di cui non fa nemmeno parte perché non è stato eletto. Si è messo in testa di cambiare la legge elettorale che il Parlamento e un terzo del suo partito non vuole, perché la vorrebbe diversa. Renzi si crede il capo del Parlamento e dello Stato, e forse è colpa sua, presidente Mattarella”. E aggiunge: “Lo so, sembra un paradosso, anzi un contrappasso: abbiamo passato 9 anni a chiedere a Napolitano di stare zitto, e ora siamo qui a chiedere a lei di parlare. Ma mica è colpa nostra se siamo ridotti così. I giornali, salvo eccezioni, sono uffici stampa e megafoni di Renzi. I presidenti delle Camere, che pure parlano giorno e notte su tutto lo scibile umano, ora che c’è da difendere il Parlamento, se ne stanno zitti. C’è rimasto solo lei, anche perchè trovare uno col suo curriculum è impossibile“. Il direttore de Il Fatto Quotidiano prosegue: “Lei ha insegnato diritto parlamentare: nessuno meglio di lei sa che sulle leggi elettorali i soli a mettere la fiducia furono Scelba sulla legge truffa e Mussolini sulla legge Acerbo (che somigliava parecchio all’Italicum). Lei poi ha insegnato diritto costituzionale, quindi conoscerà senz’altro l’art.72: alla Camera sempre “procedura normale di esame e approvazione” per le leggi costituzionali ed elettorali”. E spiega: “Alle ultime elezioni il Pd aveva promesso una legge elettorale con i parlamentari di nuovo eletti e non più nominati. L’Italia potrebbe diventare una repubblica presidenziale come la Francia ma senza contrappesi. Da noi il capo del partito che vince prende tutto. Manca solo lo ius primae noctis sulle belle ragazze. Il deputato che scrisse l’ultima legge elettorale democratica, il Mattarellum, non è un suo omonimo: è proprio lei. Non è la prima volta che si cambiano le regole a colpi di maggioranza. L’aveva già fatto Berlusconi nel 2005″. Travaglio chiosa: “Presidente Mattarella, potrebbe ripetere a Renzi le parole che 10 anni fa disse a Berlusconi? La Costituzione nei 140 caratteri di twitter non ci sta e Renzi fatica a ricordarla tutta. Presidente Mattarella, all’inizio temevo di svegliarla, ora invece spero proprio di averla svegliata”

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