/ /

30 Aprile 2015 | di

Servizio Pubblico, Expo: lo volevamo davvero così?

Alla vigilia dell’inaugurazione, Walter Molino ricostruisce i passaggi che hanno portato all’Esposizione Universale: dall’aggiudicazione del 2008 con il sogno di un progetto ecologista fino alla disperata corsa per la consegna, fra sprechi e ritardi. “Il disegno iniziale immaginava un grande orto planetario” – denuncia Mattia Calise, consigliere comunale del M5S – “ma le tende leggerissime che dovevano coprire l’area sono diventate volumetrie in cemento armato”. Viene intervistato in merito anche Gianni Barbacetto. Il risultato sono 250mila metri quadri di calcestruzzo e 70 mila tonnellate di acciaio. Un viaggio fra le cifre e le contraddizioni di un progetto nato male, con la decisione di acquistare da privati i terreni dove far sorgere Expo che ha contribuito ad accumulare un debito di 160 milioni di euro che resta sulle spalle degli italiani

Gentile lettore, puoi manifestare liberamente la tua opinione ma ricorda che la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, che i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 48 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e che ogni utente può postare al massimo 50 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. Tutti i commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. La Redazione

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy

×