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16 Febbraio 2015 | di

Berlinguer, l’autista e amico Menichelli: ‘I compagni operai di Pisa costruirono la macchina blindata’

Quindici anni accanto al segretario del Pci Enrico Berlinguer, nei suo spostamenti in tutta Italia, tra comizi e convegni. L’autista Alberto Menichelli, 85 anni, allora uomo ombra del leader comunista italiano, raccoglie preziosi aneddoti nel libro di memorie ‘In auto con Berliguer’ edito da Wingsbert House. “Non era affatto triste come lo dipingevano, era serio e scrupoloso nel lavoro, ma gioviale, scherzava, rideva” lo descrive così ai microfoni de ilfattoquotidiano.it . Ma Menichelli non fu un semplice ‘autista’, innanzi tutto era un militante, poi divenne un amico, uno di famiglia. Affetto e dedizione per Berliguer lo hanno accompagnato dal 1969 al 1984, l’anno in cui morì il segretario: “Poi da quel giorno tutto è cambiato nella politica, nel partito, per me è morto tutto”. La memoria va agli anni settanta: “Le Br lo pedinavano, ma Berlinguer fu il primo dirigente italiano ad avere un auto blindata, costruita artigianalmente dai compagni operai di Pisa, noi e la polizia lo proteggevano, la nostra scorta era composta da quattro uomini, usavamo due auto, non percorreva mai lo stesso tragitto” racconta. “Il maresciallo Oreste Leonardi (morto nella strage di via Fani), capo della scorta di Aldo Moro, ci invidiava l’auto blindata e la nostra scorta di ‘compagni’, ne aveva fatto richiesta al partito, ma non era mai arrivata”, aggiunge. Quello che è successo al leader della Dc non poteva accadere a Berliguer secondo Menichelli: “Ma le Br stavano progettando un agguato, annotavano ogni spostamento del segretario, compresa la sosta a via della Camiluccia dove la sera Enrico prendeva il latte per la famiglia” di Irene Buscemi

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