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3 Dicembre 2014 | di

Teatro Eliseo, ‘Barbareschi usa i pitt bull per non farmi entrare’

Al Teatro Eliseo, dietro le serrande abbassate, ora ci sono i cani. Scorrazzano tra il palco deserto e il foyer fatiscente, dove la pioggia di questi giorni si è infilata dal soffitto. Sono pit bull, entrati all’Eliseo insieme al servizio di sicurezza assoldato da Luca Barbareschi. L’attore (ed ex parlamentare) si muove a tutti gli effetti come nuovo proprietario dello storico teatro romano. Ma con la vecchia direzione, che detiene una quota decisiva della proprietà immobiliare, la guerra è ancora aperta. È proprio Massimo Monaci, ex direttore artistico e detentore di un terzo della società proprietaria del palazzo, a rivelare la presenza dei nuovi inquilini del palco romano: “Allo stato attuale – racconta Monaci – al Teatro Eliseo ci sono dei guardiani privati e dei cani che girano liberamente per le sale. Dopo lo sfratto, che poteva essere evitato, c’è una sorta di occupazione militare da parte di Barbareschi. La sua presenza forse è stata autorizzata dall’amministratore della società immobiliare, ma di certo non può fare questo uso di quello spazio”. L’attore e regista replica ai microfoni de ilfattoquotidiano.it: “Ho un contratto, esiste un contratto, lo capite questo concetto?”. Il malinconico percorso che ha condotto l’Eliseo alla chiusura e poi allo stallo è noto. La gestione Monaci ha accumulato almeno 10 milioni di debito. La sua Eliseo Srl è morosa nei confronti della società proprietaria dello stabile: l’affitto non viene pagato da quasi due anni. Intanto i tempi per la riapertura, secondo lo stesso Luca Barbareschi, si allungano tremendamente: “Questa macchina a pieno regime costerà 5 milioni l’anno. Ci vogliono 600-700 mila euro solo per i lavori di messa a norma. Non credo che saremo pronti prima di maggio”. Sempre che il braccio di ferro con Monaci non allunghi – come sembra – la lenta agonia del palco di via Nazionale  di Tommaso Rodano

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