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27 Novembre 2014 | di

Announo, Santoro sue elezioni regionali: “Questa è la marcia degli incazzati”

Editoriale di Michele Santoro, che apre la nuova puntata di Announo sulle note de “La marcia degli incazzati” di Roberto Benigni. Ed esordisce: “Ma sì, incazziamoci tutti. Fanc ai partiti, ai politici, a Berlusconi, a Monti, agli Alfani, ai Fini, ai Casini, ai Vendola, ai movimenti. E fanc… anche a Beppe Grillo che ha trasformato una speranza in una specie di Stato delle Bananas con epurazioni ed espulsioni. E fan… anche a Renzi”. E aggiunge: “Cari compagni emiliani, a che serve non votare? Siete così nervosi che se uno dice di calmarvi, vi incazzate ancora di più. Ma non votare è una scelta democratica quando si vuole convincere il proprio partito a presentare candidati migliori. Non è l’incazzatura che mi preoccupa ma l’indifferenza perché poi viene il fascismo, la dittatura e infine la guerra. Ma non era meglio se vinceva Bersani? ” Santoro continua: “Questa è la marcia del… fanculo gli immigrati. Anche quelli che vi puliscono il deretano. Ci dovrebbe essere una giusta proporzione per l’integrazione. Quindi dovreste dire: sindaco o fai qualcosa o ti butto giù dalla finestra. E invece dite bravo a Matteo Salvini, Certe classi sono formate al 70% da figli di immigrati. Così non si arriva all’integrazione. Tra un po’ Salvini lo voteranno anche i siciliani che prima erano grillini, ora sono Salvini. Qui in Italia” – prosegue – “non si vota più, si televota, come all’Isola dei Famosi. Io non dico che chi non vota sbaglia ma si deve chiedere perché lo fa”. E conclude: “Esce Berlusconi e resta Salvini. Tanto io non voto.. mi godo lo spettacolo. Ho passato così tanta parte della mia vita a farvi incazzare che vedervi incazzati alla boia mi fa incazzare ancora di più. Questa è la marcia degli arrabbiati, questa è la marcia degli incazzati”

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