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11 Novembre 2014 | di

Crozza a Napolitano: “Presidente, non è l’Europa a chiederle di restare, ma l’Inps”

Copertina di Maurizio Crozza che apre la nuova puntata di “Dimartedì” (La7) con un accorato appello a Giorgio Napolitano: “Presidente, con tutto il rispetto, lei ha detto che se ne sarebbe andato dopo la legge elettorale, le riforme costituzionali e il risanamento economico. Sommessamente e umilmente, Presidente, guardi che qui non è stato fatto un cazzo“. E aggiunge: “Ci ha dato i migliori anni della sua vita: 60 anni di onorata carriera politica. Presidente, se ritira il Tfr facciamo la fine della Grecia. Si rende conto che la sua liquidazione è mezzo Pil del 2014? Non è l’Europa che le chiede di restare. E’ più l’Inps, ci ripensi. Lei” – continua – “ha quasi 90 anni. Molli a 100. Alla peggio scrive un best seller: ‘Cent’anni di ingratitudine’. Perchè non si fa ibernare? Magari insieme a sua moglie Clio. Potrebbe sottoporsi al primo esperimento di clio-genetica. Facciamo così, Presidente: lei si fa ibernare, e la scongeliamo noi quando è pronta la legge elettorale“. Il comico genovese si cala nei panni di Renzi, catapultato nel 4012: “Sono il robot del fare. Abbiamo deciso di eleggerla Presidente per i prossimi 6mila mandati del fare e del robottare“. Crozza poi imita Walter Veltroni e si sofferma sull’ospitata televisiva di Massimo D’Alema a “Otto e mezzo” (La7): “Dalla Gruber faceva l’effetto delle repliche Teche Teche Tè alle due di notte, tra Bramieri e Macario. E dicevi: ‘Ma chi è quello? Ernesto Calindri?'”. Il comico imita poi Renato Brunetta, critico sul patto del Nazareno, e cita la turbolenta visita di Matteo Salvini nel campo rom di Bologna: “E’ lui il leader della destra. L’ho soprannominato “tombini di ghisa”“. Nel finale omaggio all’anniversario della caduta del muro di Berlino: “Se per fare quel muro avessero usato la stessa tecnica con cui costruiscono gli argini di Carrara, la Germania si sarebbe riunita al primo temporale

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