/ /

9 Ottobre 2014 | di

Servizio Pubblico, la droga Apple

Il 26 settembre in Italia è uscito l’iPhone 6. Nei centri commerciali c’è la fila di chi ha passato la notte precedente davanti alle porte dell’Apple Store per possedere il nuovo gadget tecnologico da 1000 euro per primi: «Siamo qui dalle 7.40 di ieri mattina, Ma l’iPhone è l’iPhone» raccontano. E la crisi? «Eccome se c’è, me lo compro con i risparmi che ho messo da parte» risponde un ragazzo, accompagnato dal padre metalmeccanico. C’è chi vuole vivere un mito «Ti fa sentire parte di qualcosa» e chi è più schietto: «Lo prendo per moda, perché non me ne frega un cazzo e ho i soldi». All’improvviso gli esponenti di Blocco studentesco lanciano uova e volantini, colpendo le persone in fila. «Ieri trincea e baionetta, oggi un iPhone ti aspetta» è il motto, che però non ferma i fedelissimi, fino a che lo store non apre le porte e una ragazza riesce ad acquistare il primo smartphone, festeggiata dai commessi. Il racconto di Giulia Cerino

Gentile lettore, puoi manifestare liberamente la tua opinione ma ricorda che la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, che i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 48 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e che ogni utente può postare al massimo 50 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. Tutti i commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. La Redazione

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy

×