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25 Ottobre 2012 | di

Esclusivo, le intercettazioni degli uomini delle cosche che coinvolgono Zambetti

Mafia e politica. Meglio: voti in cambio di denaro. Benvenuti in Lombardia. Terra di ‘ndrangheta e di affari. Come raccontano le inchieste. Ma ancora di più le intercettazioni in presa diretta che ilfattoquotidiano.it pubblica in esclusiva. A far da sfondo il palazzo della Regione. Interpreti: l’ex assessore regionale di centrodestra alla Casa Domenico Zambetti e il manager dei clan Eugenio Costantino, imprenditore rampante, ras dei compro oro e tessitore d’interessi per le cosche Morabito di Africo e Mancuso di Limbadi. Entrambi, politico Pdl e presunto boss calabrese, finiscono in carcere il 10 ottobre scorso dopo il blitz preparato dai carabinieri di via Moscova e coordinato dalla Dda di Milano. Inchiesta breve, in fondo. Non oltre l’anno. Inizio dicembre 2010, termine 2011. Arresti 2012. Sul tavolo del gip che conferma le richieste del pm Giuseppe D’Amico, 4mila preferenze offerte dalla ‘ndrangheta e pagate 200mila euro da Zambetti. In totale saranno 11mila. Risultato: porte aperte in Regione e una poltrona di assessore. Il politico ringrazia, la ‘ndrangheta fa di conto. Eppure, nel gioco, non tutto torna. Perché se i padrini rastrellano voti, Mimmo Zambetti non pare intenzionato a saldare nei tempi e nei modi pattuiti. Insomma, l’assessore nicchia, perché in fondo si rende conto di essere in trappola. Tenta la strada del silenzio e degli appuntamenti rimandati. Nulla da fare, con la ‘ndrangheta niente scherzi. Ecco che allora uno dei padrini, Giuseppe D’Agostino – referente dei Morabito – il 15 marzo 2011 alza la cornetta per rassicurare il politico: “Mi raccomando – dice – bisogna fare attenzione con il mangiare, ma lei stia tranquilissimo”. Zambetti abbozza. Eppure la paura tracima dalle sue parole smozzicate. E visto che due avvertimenti sono meglio di uno, Eugenio Costantino intercettato nella sua Bmw rivela a un compare l’invio di una lettera-pizzino a Zambetti. E’ il 18 marzo 2011, Zambetti è assessore da quasi un anno e la ‘ndrangheta vuole il saldo finale. Dice Costantino: “Hai visto quel pisciaturu (ndr: uomo di poco conto) di Zambetti come ha pagato (…) lo facevamo saltare in aria (…) tu l’avevi letta la lettera che gli hanno mandato? (…) Quando l’ha letta, figlio mio le orecchie si sono “incriccate così” (…) gli hanno fatto la cronistoria di come sono iniziate le cose, di come erano i patti e di come andava a finire”  di Davide Milosa (montaggio ed elaborazione grafica di Gisella Ruccia)

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