/ /

Diritti
15 giugno 2015 | di

Uranio impoverito, colonnello Croce Rossa: “Traditi: vertici sapevano, anche Mattarella”

Ormai è chiaro: per le vittime dell’uranio impoverito – in primis i militari andati in missione nell’ex Jugoslavia negli anni Novanta  –  il danno si unisce alla beffa. Come abbiamo raccontato sul fattoquotidiano.it, anche dopo una sequenza di sentenze favorevoli, con il riconoscimento del rapporto causa-effetto fra missione e malattia, non è scontato infatti che lo Stato risarcisca in tempi congrui i militari ammalatisi in servizio di linfoma non hodgkin e altre patologie tumorali o i familiari di coloro che, per il contatto con la polvere di uranio, hanno perduto la vita. Di un lungo calvario sanitario e giudiziario è testimone Emerico Laccetti, colonnello in forza alla Croce Rossa, da trent’anni impegnato in missioni di solidarietà internazionale. Ammalatosi di linfoma, è prima riuscito a guarire completamente e ha poi vinto la causa. Ma non dimentica “il muro di gomma opposto in tutti questi anni dalle istituzioni”. “Migliaia di colleghi si sono ammalati e centinaia sono morti avendo lo Stato contro“, spiega Laccetti. “Siamo stati inviati in missione senza adeguata informazione dei rischi che correvamo; dopo estenuanti ricorsi giudiziari vinciamo le cause, ma spesso i risarcimenti non vengono erogati”. Per Laccetti i vertici del governo sapevano: “Questo ormai è provato, i ministri della difesa dell’epoca erano consapevoli dei rischi, compreso l’ex ministro Mattarella“. Il colonnello Laccetti si sente tradito due volte: “come militare sono stato mandato allo sbaraglio da un governo che avrebbe dovuto dotarci delle necessarie precauzioni; come ufficiale sono stato costretto a tradire la fiducia dei miei sottoposti: numerosi tra loro sono morti”   di Piero Ricca, riprese Mauro Episcopo, montaggio Matteo Fiacchino

Gentile lettore, puoi manifestare liberamente la tua opinione ma ricorda che la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 22 alle 7, che i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 48 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e che ogni utente può postare al massimo 50 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. Tutti i commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. La Redazione

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy

×