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Giustizia & impunità
6 gennaio 2015 | di

Magherini, parla il testimone chiave al Fatto.it: ‘Carabinieri tiravano calci, era agitato ma non aggressivo’

E’ il testimone chiave del caso Riccardo Magheriniil quarantenne deceduto durante un fermo dei carabinieri lo scorso 3 marzo in Borgo San Frediano a Firenze - e non ha mai parlato alla stampa. Nell’intervista rilasciata a ilfattoquotidiano.it spiega emozionato: “Sono rimasto scioccato dalle parole dell’avvocato a ‘Chi l’ha visto?’ (Rai3)”. Matteo Torretti, questo il suo nome, si riferisce all’avvocato Francesco Maresca – difensore dei quattro Carabinieri sui quali pende una richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo – che ha affermato: “Calci non ci sono stati”. E ha aggiunto, parlando del video che riprende l’arresto: “Il commento ‘no, i calci no’ lo possiamo riferire ad uno dei militari perché vi è stata una reazione con i calci da parte del Magherini”. “Questo è completamente falso – spiega Torretti – quella frase l’ho detta io perché i carabinieri tiravano i calci a Magherini: cinque all’addome e due in faccia”. Torretti, che verrà sentito in tribunale nel caso in cui si vada a processo (l’udienza preliminare è prevista per il prossimo 8 gennaio e, oltre i 4 carabinieri, riguarderà anche tre soccorritori della Croce Rossa), racconta l’azione dei militari: “I carabinieri lo hanno accerchiato, poi portato in ginocchio e buttato a terra, dopodiché gli sono saliti sopra fino ad averlo letteralmente schiacciato”. “Il carabiniere più anziano – continua Torretti – stava su Magherini schiacciandogli la testa con due mani e teneva un ginocchio sul collo”. Poi descrive l’atteggiamento del fermato: “Agitato, ma non aggressivo. Ha anche liberato le braccia – continua – poteva colpire qualcuno, ma non l’ha fatto”. Quando Torretti suggerisce ai Carabinieri di non tirare calci, bensì di chiamare un’ambulanza per sedare Magherini, i militari rispondono dicendogli di “non rompere i coglioni“. Poi prendono le sue generalità, e alla domanda di Torretti “tutto a posto?”. Rispondono: “Se è tutto a posto lo deciderà il maresciallo”. “Magherini urlava che era un bravo ragazzo – continua Torretti -, che non aveva fatto niente e che aveva figli”. Sempre secondo Torretti, due persone vicine ai Carabinieri incitavano dicendo: “Dagliene ancora”. Quella sera, quando sente poi arrivare l’ambulanza, Torretti si allontana. Di lì a poco, iniziano le manovre di rianimazione su Magherini del personale paramedico per il sopraggiungere di un arresto cardiaco  di Max Brod

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