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Cronaca
28 dicembre 2014 | di

Sangue infetto, la strage silenziosa miete migliaia di vittime. La storia di Andrea

“Mi sono svegliato una mattina nel 1990 e l’alone viola che vedevo nello spot sull’Hiv ce l’avevo anch’io. Ho contratto l’Aids perché essendo emofilico attraverso il sangue (infetto) mi è stata trasmesso la malattia. Andrea racconta la sua storia a Ilfattoquotidiano.it. Una testimonanza tra le tante possibili di una strage silenziosa e senza colpevoli. Con centinaia di morti e decine di migliaia di vittime innocenti, da decenni in attesa di giustizia. Lunedì 29 dicembre, dopo una estenuante e contorta trafila procedurale, comincia a Napoli il processo che vede come imputati tra gli altri l’imprenditore farmaceutico Guelfo Marcucci e Duilio Poggiolini, già direttore generale del Ministero della Sanità e figura tra le più emblematiche degli anni di Tangentopoli. Caduta in prescrizione in un altro processo l’imputazione per epidemia colposa, con pesanti risvolti anche sul piano dell’accesso ai risarcimenti, sul fronte penale ora la speranza di giustizia delle vittime è appesa all’imputazione di omicidio colposo plurimo. “Dopo decenni, la gran parte di noi vittime della tragedia del sangue infetto è ancora senza risarcimento del danno”, ricorda Andrea Spinetti, genovese, 49 anni, ammalatosi di epatite e Hiv per effetto di emoderivati fattore VIII di coagulazione (composti che contengono proteine derivate dal plasma), dei quali ha bisogno fin da ragazzo per curare l‘emofilia. Andrea oggi vive assumendo ogni giorno cinque farmaci che gli tengono sotto controllo il virus dell’Hiv. Nel video raccontiamo la sua storia. Portavoce del Comitato delle vittime del sangue infetto, Andrea da molti anni è un cittadino in lotta. In lotta dapprima per vedersi riconosciuto l’indennizzo, la cui erogazione per molte delle vittime oggi è a rischio, dati i tagli ai fondi regionali. In lotta poi per veder condannati i responsabili della strage. In lotta infine per accedere al risarcimento del danno, per cui nel 2015 è atteso un decisivo responso da parte della Corte Europea, dopo un paio di vani tentativi di concordato da parte dello Stato. “Io vado avanti a lottare, per avere giustizia e ottenere il risarcimento che mi spetta – racconta Spinetti –  lo faccio anche per i tanti che sono morti e per le vittime che hanno perso la speranza. Ma è desolante, credetemi, convivere con la sensazione di avere a ogni passo lo Stato contro”  di Franz Baraggino e Piero Ricca

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