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Politica & Palazzo
4 novembre 2014 | di

Maria Elena Boschi fugge per non rispondere sull’imputato Verdini

Non fate il nome di Denis Verdini. Non al ministro per le Riforme Maria Elena Boschi. Altrimenti scappa. Lo sherpa berlusconiano che da mesi è un interlocutore di Matteo Renzi e il garante del Patto del Nazareno, è stato rinviato a giudizio, ancora una volta. L’inchiesta è quella sulla cosiddetta P3, e a Verdini viene contestato il reato di corruzione. Grana che si aggiunge all’accusa di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, appropriazione indebita e truffa ai danni dello Stato, nel processo per il crack del Credito cooperativo fiorentino. “Ci parlate ancora con Verdini?”, chiediamo alla titolare delle Riforme. “Il nostro referente è Forza Italia”, si limita a dire con riferimento al partito del frodatore del fisco attualmente ai servizi sociali, Silvio Berlusconi. I giornalisti presenti alla sede Unicredit di Milano, dove la Boschi ha fatto da madrina istituzionale per i 15 anni del gruppo bancario, insistono: “Ma con Verdini ci parlate ancora o no?”. “Perdo l’aereo”, si smarca lei. Parte la fuga, nonostante i tacchi ministeriali e la pioggia battente che travolge tutti all’uscita. I giornalisti insistono, senza fortuna. “Vi ho già risposto”, ribatte per l’ennesima volta la Boschi   Franz Baraggino

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