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Cronaca
16 marzo 2014 | di

Roma, bimbo di 4 anni espulso da asilo perché ‘violento’. ‘Come lo spiego a lui?’

Allontanato dall’asilo a quattro anni perché considerato “violento”. Un provvedimento durissimo che sta sollevando numerose polemiche. La storia, raccontata dal dorso romano de Il Messaggero, riguarda l’Istituto Comprensivo Corrado Melone di Ladispoli, sul litorale laziale vicino Roma. Il preside Riccardo Agresti e le insegnanti hanno suggerito alla mamma di tenere il piccolo a casa perché ritenuto “non idoneo e ingestibile”. Il dirigente scolastico ha indicato alla donna “se non sia una buona idea mantenere per un periodo di tempo limitato (un mese ndr), il bimbo lontano dalla classe”. “Le maestre non sanno più come agire con questo bambino. Le hanno provate tutte. Il piccolo sta vivendo una situazione di stress tremendo a scuola. Abbiamo suggerito alla famiglia di tenerlo a casa per un po’ – afferma ai microfoni de ilfattoquotidiano.it -. Questo per salvaguardare il bambino, non è una sanzione disciplinare”. “Ho il dovere – aggiunge al Messaggero Agresti – di garantire la sicurezza di tutti gli allievi”. Il consiglio di tenere il bambino a casa non è stato concertato con i genitori né con la Asl competente, come invece una scuola pubblica dovrebbe fare: “Secondo le maestre, mio figlio era ingestibile dal punto di vista scolastico, ma alla Asl mi hanno detto che non aveva sindromi particolari. Al successivo Consiglio di intersezione, invece, l’indicazione della scuola è stata drastica. Per me la cosa era deleteria – continua – come glielo spieghi a un bambino di 4 anni che non può andare a scuola perché è cattivo?”. I genitori si aspettavano che “la relazione della scuola fosse un punto di inizio per il reinserimento del bambino” e sono preoccupati che “questa storia possa influire sull’andamento scolastico anche futuro” del figlioletto. La famiglia teme poi che la sorellina, che frequenta lo stesso Istituto Comprensivo, possa percepire in maniera negativa l’allontanamento del fratellino dalla scuola. Il preside non ha mai chiamato i servizi sociali del Comune: “Eh, non l’abbiamo fatto, ha ragione”, risponde a ilfattoquotidiano.it  di Paola Mentuccia

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