Caffeina, Rossi e Beha: il botta e risposta 30 anni dopo Italia-Camerun del mondiale ’82
L’età dell’oro nel mondo del calcio esiste? Per l’ex attaccante della Juventus Paolo Rossi è sicuramente il mitico mondiale in Spagna del 1982 su cui, pungolato dalla moglie cronista, ha scritto un libro presentato a Caffeina Cultura a Viterbo dal titolo: “1982 – Il mio mitico Mondiale” (edito da Kowalski). Pablito descrive episodi e aneddoti del calcio di allora: “La nostra nazionale era affiatata, unita grazie ad un tecnico straordinario come Enzo Bearzot“. Per il giornalista Oliviero Beha invece gli scandali sul calcioscommesse, la mafia e i vertici corrotti non mancavano nemmeno allora.”Sarà stato mitico per lui, per me un po’ meno, in quegli anni ci fu di tutto io fui anche minacciato”. Famosa resta l’inchiesta giornalistica di Beha sulla partita Italia-Camerun dell’82, “truccata a tavolino” sostiene durante il “Mundialito spagnolo”. “Io che ho giocato quelle partite posso dire che erano verissime, sono voci infondate” ribatte Paolo Rossi. “E’ certezza, ci sono immagini, prove, un reportage degno di questo nome” controreplica Beha. Anche il grande Rossi non è rimasto immune agli scandali. Fu squalificato alla fine degli anni ’70 per due anni per il suo coinvolgimento nell’affaire Totonero, insieme ad altri compagni del Perugia. Rossi venne accusato di truffa per aver concordato il pareggio di una partita con l’Avellino nel 1979, finita 2 a 2. L’attaccante ancora oggi professa la sua innocenza. Partite truccate e illeciti sportivi. Oggi come allora. La differenza per Beha? “Forse negli anni ’80 c’era qualche particella di innocenza in più. Adesso è tutto sfatto” di Irene Buscemi


