Caffeina, Ammaniti: “La Mondadori di B. non mi ha mai fatto schifo, anzi…”
“Raccontare storie che un po’ ti assomigliano e che un po’ ti portano da un’altra parte” è questo secondo Niccolò Ammaniti il segreto del suo grande successo. “Costruire personaggi che non siano alieni, ma che nello stesso tempo fanno delle cose che ti stupiscono” aggiunge lo scrittore. Da 300 copie del primo libro ‘Branchie’ a più di un milione di copie del romanzo ‘Io non ho paura’ portato sullo schermo da Gabriele Salvatores. A Caffeina cultura a Viterbo Ammaniti presenta il nuovo libro ‘Il momento è delicato’ edito da Einaudi. Il parco del paradosso è stracolmo, la fila per l’autografo lunghissima. “Il Premio Strega o la trasposizione del romanzo in un film garantiscono un successo momentaneo” sostiene Ammaniti “ma non sono sufficienti a conquistare il pubblico, servono storie che comunichino qualcosa”. Il nuovo libro è una raccolta di racconti che in passato Ammaniti non è mai riuscito a pubblicare. Sul palco parla anche del suo primo contatto con la Mondadori. Ammaniti aveva da poco pubblicato il suo primo romanzo, ‘Branchie’ appunto, con una piccola casa editrice Ediesse. Mondadori chiama lo scrittore per chiederne una ristampa. Ma arriva lo stop dell’editore: “Mondadori è capitalista mi dicono, noi siamo di sinistra” racconta l’autore “ancora Berlusconi non era sceso in campo, ma già lo odiavano”. “Ma a me non mi faceva schifo fare il salto verso una grande casa editrice, quindi andai a Segrate con altri racconti che avevo scritto fino allora”. Ma i racconti non tirano. “Mi dicevano sempre il momento è delicato, l’editoria è in crisi, meglio un romanzo”. Ma oggi grazie al nome che porta Ammaniti può imporre questa scelta all’editore e pubblicare la sua raccolta di racconti. “Lo so il momento è delicatissimo – afferma -, ma io lo voglio pubblicare”. La stessa risposta che oggi ricevano i tanti giovani italiani. “C’è un’intera generazione a cui tarpano le ali con la storia della crisi, almeno quando io ero adolescente potevo sognare un futuro radioso, adesso nemmeno quello. Il momento – conclude – è delicato, i tempi sono difficili. Ed è così che si blocca un paese” di Irene Bucemi


