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Ambiente & Veleni
1 marzo 2012 | di

Elio e le storie tese contro il cantiere infinito

Il cantiere dello svincolo di Lambrate sulla tangenziale est di Milano ha compiuto vent’anni. Aperto per la prima volta nel 1992, non ha mai visto la fine dei lavori. Il motivo? L’innalzamento della falda acquifera nell’area est della città. A distanza di anni il cantiere riapre, ma il problema dell’acqua, mai risolto, blocca tutto un’altra volta. E per ripartire servono altri 100 milioni. “Il direttore dei lavori è lo stesso del ’92, l’ingegner Diego Ceccherelli”, attacca Nicola Fasani in arte Faso, bassista della band milanese, che nelle vicinanze ha il suo quartier generale. “Come si fa a non accorgersi dell’acqua per due volte?”, domanda Faso. E ancora: “Il fiume Lambro, qui a due passi, non l’hanno visto?”. L’opera è nelle mani della Milano Serravalle, la società al centro delle indagini per presunte tangenti che vedrebbero coinvolto lo stesso responsabile dei lavori, il direttore tecnico della società Gianlorenzo De Vincenzi  di Gianni Barbacetto e Franz Baraggino

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